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Come gestire l’avvio di un progetto
Cyclingpropassion: Strumenti Biomeccanica ciclismo - Bike Fitting
Pubblicato da StevePro in Tech Corner · Domenica 12 Nov 2023
Tags: progettirealizzazioneprodottomaterialestampa3d
Quando abbiamo tra le mani un accessorio, un componente o uno strumento attinente alla bicicletta, la tendenza è di limitare le proprie osservazioni al fattore estetico e successivamente funzionale durante il suo utilizzo. In questo articolo approfondiremo cosa c’è alla base della nascita di un prodotto ripercorrendo le fasi iniziali di progettazione finalizzate alla realizzazione del prodotto materiale.

La prime valutazioni sono basate sulla ricerca relativamente allo scopo finale dell’oggetto.
In fase di valutazione bisogna porsi parecchi interrogativi come l’utilità dell’oggetto che vogliamo progettare, la funzionalità al fine di soddisfare le esigenze dell’utente che lo utilizzerà, se l’oggetto è già sul mercato, la destinazione d’uso a livello di utente amatore e/o professionista, la praticità di utilizzo e innumerevoli considerazioni che ci porteranno a cominciare un flusso di sviluppo senza intoppi.

Fin da subito bisogna ottimizzare i tempi di sviluppo cercando di focalizzare nella nostra mente come realizzare il modello tridimensionale, considerando la struttura dell’oggetto singolo o composto in più parti assemblate. L’errore più comune è iniziare a progettare direttamente il modello 3D al pc pensando che il tutto sia definitivo e senza considerare che realmente non si ha un punto di partenza con idee ben precise; è un po’ come uscire in bici e dare gas appena partiti non sapendo il percorso che si deve affrontare. Per ovviare a questo concatenamento di errori è bene munirsi di fogli e matita: il disegno a mano libera restituisce vedute di sviluppo più ampie in tempi brevi. Non è importante fare un’opera d’arte nella creazione di una bozza, anzi, questo è il nostro contenitore di input dove all’interno disegneremo, scriveremo appunti chiave, classificheremo e definiremo le dimensioni dell’oggetto principale ed eventuali modularità di regolazione e/o accoppiamento con altri componenti.
Ora la nostra organizzazione mentale sarà sicuramente più ordinata ma attenzione, non è ancora il momento di cominciare a trasformare il tutto in un disegno 3D. Scollegarsi dalla stesura della prima bozza per qualche giorno incrementerà la nostra ispirazione per trovare nuove soluzioni da implementare alla prima visione che avevamo in testa. È importante però non abbandonare del tutto l’idea ma rimanere a tratti focalizzati sull’obbiettivo finale di sviluppo. Un aiuto per dare grandi evoluzioni al progetto, abbozzato precedentemente su carta, è ridefinire la progettazione di un sistema alternativo al primo che può dare svolta migliorativa e definitiva al nostro prodotto. Spesso la soluzione adottata è proprio quest’ultima.

Tuttavia, i fattori da considerare durante la stesura del progetto in bozza sono molteplici ma è necessario fare una selezione dei più significativi che giocano ruolo importante in corso di sviluppo.
• Semplicità di utilizzo del prodotto: semplificare le operazioni relativamente all’utilizzo del prodotto finale mixando praticità e intuitività di impiego;
• Materiali da utilizzare: si considera l’impiego dei materiali più congeniali all’utilizzo del prodotto in base alla resistenza meccanica e all’usura, alla contaminazione di agenti esterni (temperatura, umidità), durabilità nel tempo, impiego etc.;
• Fattibilità di stampa degli oggetti: durante la modellazione dei solidi 3D è bene non scordarsi mai di immaginare l’oggetto sul piano di stampa per evitare di arrivare alla fine della progettazione e scoprire limiti o impossibilità di stampa legati alle geometrie dello stesso;
• Limitazione delle operazioni post stampa: durante lo sviluppo del progetto è fondamentale osservare il potenziale impiego di tempo richiesto per le operazioni successive alla stampa del pezzo come per esempio sbavature, rifiniture nei punti critici, filettature, etc.;
• Ripetibilità di stampa degli oggetti: i parametri impostati alla stampa devono restituire una garanzia a 360 gradi. La stampa FDM (Fused Deposition Modeling) implica parecchie variabili per la riuscita della stessa, le più importanti comprendono l’altezza degli strati di stampa (layer), la temperatura dell’estrusore, temperatura della piattaforma di costruzione, percentuale del flusso di materiale erogato dall’ugello, velocità di stampa, spessori delle pareti, percentuale di riempimento del modello, strategie di stampa, ventilazione durante la deposizione del materiale fuso, temperatura della camera di stampa e infinite altre impostazioni;
• Limitazione delle operazioni di assemblaggio finale: durante lo sviluppo del progetto è indispensabile considerare il potenziale impiego di tempo occorrente per le operazioni finali di assemblaggio. In alcuni casi è preferibile ottenere il numero minimo di pezzi che compongono il prodotto finito perché ne consegue il vantaggio di avere una quantità ridotta di particolari da assemblare, conseguentemente rapportata a meno particolari da stampare e da trattare dopo la stampa. Un altro accorgimento da non tralasciare è la comunione di particolari impiegati in progetti precedentemente sviluppati.

A questo punto, operativamente parlando, può sembrare di non aver concluso nulla, ma solamente durante gli step successivi di sviluppo ci renderemo conto del tempo risparmiato, tangibile durante un regolare flusso di svolgimento riducendo possibili intoppi nel raggiungimento dell’obbiettivo finale.



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